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I Carpioni di San Erculiano

Durante la sua vita S. Erculiano trascorse a Campione un lungo periodo di meditazione e riposo. Come sempre era accompagnato dal suo fedele servitore, un uomo devoto e pio ma affetto da una grave forma di balbuzie.
Avvenne che una sera il suo servo, rispettosamente gli disse:
"Pa-pa- paaa-padre, da due giorni siamo digiuni e anche questa sera non c'è nulla per la cena; che debbo fare?" "Va' sulla riva a pescare un pesce" - rispose perentorio Erculiano - "e poi cuocilo sulla graticola. Ne mangeremo metà per ciascuno".
Il servo gli fece timidamente osservare che i pesci non sarebbero stati certo là ad attendere lui e che per pescare ci voleva del tempo; ma alla decisa replica del Santo, partì scuotendo il capo. Giunto sulla spiaggia vide con grande stupore che i pesci gli correvano incontro, nell'acqua, a frotte, e lambivano le ghiaie della riva tanto che avrebbe quasi potuto prenderli con le mani. Non gli parve vero di avere a disposizione tanta grazia di Dio e non resistette alla allettante tentazione.
Gettò nell'acqua la lenza quattro volte, e ogni volta la ritirò subito con un pesce. Erano quattro carpioni argentei. Li portò nella grotta e, mentre Erculiano era in orazione, li pose a cuocere sulla graticola sopra un braciere. Quando furono ben cotti, il servo presentò, gongolante e con l'acquolina in bocca, i quattro pesci ad Erculiano.
Questi, di solito calmo e soave, alla vista di una tale abbondanza, si rabbuiò tutto in viso e redarguì il servo:
"Che cosa hai fatto? T'avevo ordinato di prendere e cuocere un solo pesce e tu me ne porti ben quattro? Questa è un'offesa alla provvidenza del Signore. Torna subito a riportarne tre nel lago!"
Il servo, contrariato e sbigottito, tentava di spiegare:
" Ma, pa-pa- paaa- padre, sono già cotti, mangiamoli; nel lago ora non farebbero che marcire".
Ma Erculiano decisamente replicò:
"In nome di Dio, ti ordino".
E quello, mogio, mogio, rimuginando giudizi poco lusinghieri nei riguardi dell'equilibrio mentale del suo superiore, si recò sulla spiaggia e lanciò indispettito, nell'acqua i tre pesci cotti. Appena essi toccarono acqua, tornati in vita, guizzarono via veloci e scomparvero. Il servo ne fu sbalordito e rimase un po' a bocca aperta; poi corse da Erculiano, s'inginocchiò davanti a lui e gli chiese perdono. Da quel giorno il servo non balbettò più ed i tre pesci, inoltre, prolificarono e si formò così, nel lago di Garda una sottospecie, sia pur rara, di carpioni zebrati nella schiena e nel ventre di colore più scuro: sono i carpioni generati dai tre che, per volontà di S. Erculiano, furono rigettati in acque e rimessi in vita con addosso i segni della cottura in graticola.
 
 
Testo pubblicato il 30/08/2007 - scritto da sconosciuto




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