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Il Prato della Fame

La strada gardesana occidentale proveniente da Riva, lasciato il promontorio di Campione e giunge, dopo Rivabella, ad una località denominata "Prato della Fame", ai piedi della roccia, tutto orti, giardini e superate le gallerie di Monte Castello, scende leggermente fin quasi al livello del lago Chi transita da questo luogo solitario, percorrendo la bella e comoda strada asfaltata di oggi, non pensa o non sa che in un tempo remoto esso era deserto e completamente isolato dal mondo.
Vi era allora un breve spiazzo verde, chiuso dal lago profondo e dalle rocce incombenti, senza alcun sentiero che lo mettesse in comunicazione con il retroterra; perciò vi si giungeva soltanto, per via lago, a mezzo di un'imbarcazione. Un brutto giorno, assai lontano da noi, alcuni pescatori, naviganti nelle acque prospicienti, furono sorpresi da una delle solite violente burrasche che il lago di Garda, non smentendo la sua fama, sa improvvisare portando spesso gravi danni.
La violenza delle onde e del vento erano tali che, per quanto quei pescatori fossero esperti, ne furon travolti: la loro barca fu capovolta, ed essi, aggrappati, in balia delle onde come poveri naufraghi, furono spinti su quella spiaggia isolata e deserta.
La barca si sfasciò contro le ghiaie e i pescatori a stento poterono salvarsi, ma in condizioni fisiche disastrose. Era ormai notte; s'accovacciarono sotto una roccia e attesero il giorno. Dopo lunghe ore di sofferenza e di freddo, giunse la luce; ma di lì non era possibile muoversi: la barca era stata distrutta e, nessun sentiero accessibile esisteva. Provarono a gridare, ma il vento e le onde coprivano le loro grida: non avevano di che vestirsi ne alcuna scorta di cibo per ristorarsi.
Trascorsero così, a digiuno, qualche giorno. Distesi a terra brancolavano, esausti, tra l'erba, strappandone con i denti qualche filo, con la vana speranza di trovare qualche sollievo. Ormai stavano per soccombere annientati dalla fame e dal freddo, quando giunse la salvezza dalla parte del lago. Alcuni barcaiuoli, che facevano ricerche da alcuni giorni e che avevano già perduto ogni speranza di trovarli vivi, passando con la barca presso quella riva li scorsero; scesero a terra, li rifocillarono, li coprirono con qualche veste e li trassero a salvamento. Ma da allora, quel luogo fu denominato "Prato della Fame" a ricordo della tremenda fame patita da quei pescatori; e tuttora con tal nome è segnato sulle carte topografiche.
 
 
Testo pubblicato il 30/08/2007 - scritto da sconosciuto




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