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Brothers 20-27/09/200

Appunti di viaggio
Giusto una sequenza di pensieri ed impressioni, un vademecum per chi volesse affrontare questa esperienza indimenticabile. Incredibile ma vero, l’aereo è in anticipo all’arrivo! E lo sarà anche al ritorno. Morale, mezza notte e mezza sono in barca, all’ormeggio del Marriott a 5 minuti dall’aeroporto.
Una volta era al vecchio Sheraton. Gli anni passano e le situazioni cambiano. Alle 8 di lunedì mattina si parte. Il viaggio non si può fare di notte a causa del vento annunciato forte.
Non è poi stato così, anche se si è ballato parecchio. Nel pomeriggio il vento cala ed arriviamo verso le 3. Prima immersione dopo aver attraccato a Big Brother.

Sono fortunato, Chiara viene scelta da Josè come mia compagna e rimarrà tale sino a fine crociera. Nella prima immersione lei ha fortuna ed io vedo di tutto: longimanus in lontananza non appena metto la testa sotto. Mentre mi concentro sui soliti pagliacci, shaker.
Mi volto e chi ti vedo, un volpe che mi sfreccia accanto andando verso nord, incredibile. Nel ritorno alla barca uno squalo seta. Si avvicina talmente che comincio ad avere paura. Mi verrà poi detto che è curioso, io ero già del parere di dargli la macchina foto sul muso!! Il primo giorno finisce con soddisfazione e Josè stabilisce che nonostante aver già anticipato l’orario di un’ora per l’Egitto, l’ora delle Brothers è ancora anticipata di un’altra ora. Morale andiamo a dormire presto.
Martedì comincia presto, mi sveglio alle 5. Sono in una delle due cabine di prua e la stessa sbatte per l’onda facendo un bel rumore. Vado a dormire in dinette. Non sono proprio abituato a fare il passeggero! Martedì comincia presto, alle 7 briefing, poi giù, stesso luogo di ieri perché l’onda non permette altro sito. Sul panettone a sud ecco di nuovo il volpe, bello, maestoso e, soprattutto, vicinissimo. Speriamo che le foto siano come l’ho visto! I miei compagni di barca: avevo paura, un gruppo di 13 persone tutte provenienti dallo stesso club di Ginevra, Svizzeri Francesi.
Si sono rivelate persone squisite e mi sono integrato con facilità, anche se il mio Francese è quello che è. Notare che mi aspettavo 13 maci e mi sono trovato ben 6 ragazze, due di loro sole!! Altro che difficoltà. A proposito, briefing in Francese sia Chiara che Josè e quindi ndo coio coio! Seconda immersione del martedì sull’Aida. Le condizioni permettono di avvicinarci alla punta nord. Obiettivo relitto, non più di 40 metri. Risultato Manta, 57 metri e su e giù per 13 minuti!! Esperienza indimenticabile e foto che ancora una volta spero documentino. Difficile andare avanti con questo ritmo ed infatti la terza immersione della giornata, a non più di 15 metri, rientra nella normalità.
Grande aperitivo alle 6 di sera, i miei compagni hanno portato liquori e cose salate in quantità industriale! Il mercoledì comincia con cattivi auspici. Mi sveglio durante la notte e non è tanto il dolore all’orecchio, ma la paura che aumenti. Comunque tutti pronti per l’immersione sul Namibia, c’è onda, ma è fattibile.
Il relitto si presenta in tutta la sua grandezza, anche se il mio interesse è focalizzato sui pescioni. Un grigio in lontananza, si avvicina, ma non abbastanza. Bellissimi rami di corallo nero, completamente aperti, concludono questa bella immersione.
Con la bombola da 15 litri accumulo sempre un sacco di decompressione. Il mio proposito di fare meglio si risolve in 14 minuti a 3 mt. Rifiuto la terza della giornata. L’orecchio mi fa male. Chissà la notte? Aspirina più gocce, sei ore di sonno. Sveglia naturale ore 6:30. Vento, la prua sbatte. E’ ora di cambiare da Big a Small Brother.
Ci mettono più di un’ora per togliere l’ormeggio, alcune cime vengono tagliate. L’ancora di profondità non si stacca. Stanno per lasciarla li quando finalmente viene. Incredibile, ieri sera totale assenza di vento, oggi si balla mica da ridere.Appena giù un grigio in lontananza, poi le gorgonie, enormi !! Lo shaker di Chiara, un’altra manta !!

Morale, 70 metri. Credo di essere abbastanza lucido, scelgo l’inquadratura ed il diaframma con cognizione. Chiara cerca di mettersi in posa, riesco a scattare una foto e poi la manta se ne va ed a noi non resta che tornare. Josè è arrabbiatissimo con Chiara per la profondità. Non succederà più. Eravamo ben 18 barche lunedì, oggi siamo rimasti soli a Small ed un’altra barca a Big.
Che sensazione di pace. La seconda immersione di oggi è stato un “lontano dal rif” per ben 25 minuti! Il blu mi cattura e mi da una emozione simile alla vista della manta: pace e tranquillità, anche se è proprio dal blu che arrivano gli incontri. Prima due grigi, poi, quando le speranze venivano oramai meno, un longimanus in alto, 15 metri più su. Da non credere, ma la terza immersione l’ho saltata perché sono rimasto addormentato, così profondamente, che non mi sono svegliato sebbene abbiano bussato in cabina. Peccato, hanno visto due martelli.
Ero proprio arrabbiato, ma è passato in fretta con una visita all’isoletta. Tanti granchi tutt’intorno e parecchi “totem” di pietre accumulati da altri visitatori a testimoniare il loro passaggio. Al ritorno, non appena mi tuffo, vedo uno squaletto in superficie, poi due, tre……ne conto ben sei! Con quel cerchio intorno a me che per la prima volta mi mette in apprensione.
La barca è abbastanza vicina e la raggiungo velocemente. La sera lunga chiacchierata con Josè, loquace, simpatico e con grandissima memoria. Ripercorre la sua vita da operatore di borsa a proprietario di barche per crociere sub in Egitto. Dormo poche ore, ma mi bastano. Venerdi siamo verso la fine ma non ho rimpianti. I giorni sin qui passati sono stati pieni di nuove sensazioni.
Obbiettivo punta nord. Purtroppo nessun incontro straordinario, ma è bellissimo librarsi nell’acqua lontano dal rif. La corrente ci porta sul lato est e, ad intervalli regolari, prima uno squalo, poi altri due ed, infine, un quarto. L’immersione finisce nelle straordinariamente grandi gorgonie, dove accumulo 4 minuti a 6 metri e 19 minuti a 3 metri. Una tartaruga allieta le mie soste di deco defecando sulla testa dei miei compagni che tentano di avvicinarla.
Seconda ed ultima immersine in questo fantastico luogo. Subito due grigi in lontananza poi mi stufo e mi rintano nelle gorgonie lo shaker di Chiara suona, poi quello di Josè. Sono troppo lontano e non arrivo in tempo. Mi diranno essere un martello insieme ad un grigio e, di nuovo un volpe. Un bel correntone caratterizza il ritorno in barca. Le Brothers sono finite, dobbiamo tornare. Ben 8 ore di barca contro vento fanno ballare la barca notevolmente nelle prime ore del pomeriggio e poi, sempre meno con l’arrivo del buio. Sono oramai le 10 di sera quando facciamo la prima notturna della settimana indovinate dove? “Gota Abu Ramada” Di nuovo la civiltà, il telefonino, il fuori dal mondo fa oramai parte del passato.
Il resto, ordinaria amministrazione, semplice immersione il sabato mattina, sbarco, cena in albergo e saluti. Gli svizzeri partono la domenica mattina, io alle 2 di notte della domenica. Non mi resta che passare una domenica mattina in spiaggia da solo in mezzo ad una moltitudine di turisti dell’est, ed un pomeriggio ad Urgada a farmi sedurre dai negozi, dove ho finito per comprare un paio di pinne “made in Italy”. Va a sapere cosa passa per la testa di chi fa shopping turistico!!
 
Testo pubblicato il 30/08/2007 - scritto da Carlo Coco




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